Credito su Pegno: cos’è e come funziona

Il credito su pegno è una formula che dà a chi vi ricorre la possibilità di ottenere un certo importo in denaro in cambio di un bene prezioso che viene dato in garanzia. Una delle caratteristiche più interessanti di questo sistema è rappresentata dalla semplicità che lo contraddistingue: per ottenere il credito su pegno, infatti, è sufficiente proporre il bene prezioso, il che vuol dire che sul richiedente non viene effettuata alcuna indagine patrimoniale. Anche chi ha alle spalle una storia di cattivo pagatore, chi ha subìto un protesto o chi ha un passato creditizio negativo può usufruire senza alcuna controindicazione di questa opportunità.

Un’altra delle doti del credito su pegno è la velocità: nel momento in cui viene consegnato un oggetto in garanzia, infatti, si ha diritto a ricevere in maniera immediata la somma di denaro che corrisponde al suo valore. Questa formula viene praticata dalle banche, e ciò costituisce un ulteriore elemento a favore, soprattutto dal punto di vista della sicurezza: i beni dati in garanzia, infatti, vengono custoditi in ambienti protetti, al riparo da qualsiasi rischio. La tutela della privacy e della riservatezza sono sempre assicurate.

Chi vuole provare a sfruttare il credito su pegno non deve fare altro che recarsi in una delle filiali delle banche che mettono a disposizione questa opportunità e richiedere il supporto di uno stimatore qualificato, il quale provvederà a dare una stima dei beni. In caso di richieste specifiche, è possibile anche ottenere certificazioni o dichiarazioni ad hoc, per esempio per la valutazione di gemme, sia che esse siano montate su un gioiello, sia che esse siano sciolte.

Ma quali sono i beni che possono essere dati in garanzia? Si tratta di oggetti preziosi, come per esempio borse firmate e pellicce, ma anche monili in oro, orologi di marca, pietre preziose, diamanti e gioielli in generale. La peculiarità del credito sul pegno è costituita dal fatto che questo strumento finanziario non fa riferimento alla valutazione del merito di credito del soggetto, ma ha a che fare unicamente con il valore del bene che viene dato in pegno. La liquidità è immediata: tutto ciò che bisogna fare è fornire il proprio codice fiscale e un documento di identità valido. A quel punto l’oggetto che si desidera impegnare viene sottoposto a una perizia di stima, che viene eseguita sul momento, da parte di un perito estimatore, direttamente allo sportello.

Nel momento in cui il credito viene concesso, la banca provvede a fornire una polizza con la quale il proprietario è garantito e, al tempo stesso, potrà riscattare il bene impegnato. Per farlo, dovrà effettuare il rimborso dell’importo ricevuto aggiungendo gli interessi dovuti. In linea di massima questi prestiti hanno una durata di sei mesi, ma sono possibili variazioni a seconda dei casi. Nulla vieta, d’altro canto, di riscattare il pegno in anticipo rispetto alla data che è stata concordata: in questo caso, però, oltre alla restituzione del prestito e agli interessi dovuti per il periodo occorre pagare anche una commissione per l’estinzione anticipata.

D’altro canto, nel caso in cui alla scadenza del contratto chi ha richiesto il prestito non sia ancora in grado di rimborsarlo, è sua facolta decidere di non riscattare il bene e di prorogare per altri sei mesi il finanziamento: in tale circostanza sarà tenuto unicamente al pagamento del diritto fisso di custodia e degli interessi che saranno stati maturati. Se, invece, il prestito non viene rinnovato e l’oggetto dato in garanzia non viene riscattato, il bene stesso sarà venduto in pegno – di solito dopo trenta giorni dal giorno in cui la polizza è scaduta – in asta pubblica. Il sopravanzo d’asta eventuale è disponibile per il cliente.