Azioni Google: come Amazon superano quota 1000$ in Borsa

A Wall Street, sul tabellone elettronico del Nasdaq, ci sono le azioni di due colossi a stelle e strisce del settore Internet che vanno letteralmente a mille. Sono quelle della Alphabet Inc., la holding a cui fanno capo colossi come Google Inc. ed altre società controllate, e di Amazon.com, il leader mondiale dell’e-commerce che è stato fondato da Jeff Bezos.

Entrambe le azioni, infatti, sono attualmente scambiate in Borsa attorno ai 1.000 dollari facendo la fortuna, per quel che riguarda investire in Borsa, di chi continua a scommettere a Wall Street sui player più importanti del settore hi-tech. Grazie a queste quotazioni record Alphabet Inc. capitalizza attualmente in Borsa quasi 700 miliardi di dollari, mentre la capitalizzazione di Amazon a Wall Street sfiora i $ 500 miliardi.

Al netto dei fattori puramente speculativi, la corsa in Borsa di Amazon e di Alphabet, e non solo, si spiega con il fatto che, nei rispettivi settori, queste società dominano ormai il mercato e si stima che continueranno a farlo anche perché trattasi di colossi che, tra l’altro, nel tempo hanno la lungimiranza di ampliare il proprio business pure attraverso la crescita per linee esterne, ovverosia andando a mettere a segno periodicamente delle acquisizioni strategiche e mirate. Lo strapotere di questi colossi, nello stesso tempo, genera però preoccupazione in quanto le decisioni ed i cambi di rotta sul business possono generare effetti positivi ma anche negativi su scala globale.

Basti pensare che nel 2016 Google e Facebook insieme hanno conquistato il 20% del mercato pubblicitario mondiale rispetto ad una percentuale che nel 2012 era pari solo all’11% in accordo con la ‘Top 30 Global Media Owners’, la classifica che è dedicata alle concessionarie, e che viene pubblicata da Zenith. La forte crescita del mercato del digitale, quindi, da Google come dal social network Facebook è stata intercettata in pieno anche perché oramai la strada è tracciata per l’advertising, ed è quella che porterà la comunicazione pubblicitaria digital a superare quella televisiva.

Gli stessi discorsi valgono per Amazon il cui fatturato cresce a ritmi tali da andare oramai ad insidiare pure i grandi colossi della grande distribuzione organizzata, ovverosia quelli che vendono beni e servizi prevalentemente attraverso i negozi fisici. Uno studio di Deloitte, su dati di fatturato al 2015, rivela non a caso che Amazon, con il decimo posto e con un giro d’affari a $ 79,3 miliardi, è entrato nella top ten dei retailer mondiali indipendentemente da quello che è il canale di vendita.

Per Google, per Amazon e per tante altre aziende che sono leader nel settore dell’hi-tech, la chiave del successo in Borsa e non solo deriva in genere da tanti fattori  a partire dalla velocità d’azione e di pensiero del management nell’essere sempre un passo avanti. E per fare questo aziende del calibro di Google e Amazon sono in uno stato di rivoluzione permanente con progetti che si lanciano e con altri che sono già pronti per prendere il loro posto in un futuro non troppo lontano.

Così come per diventare dei colossi come Amazon e Google l’evoluzione tecnologica si basa attraverso l’invenzione sui successi ma anche sugli insuccessi, e per questo se si sbaglia non bisogna mai lasciare spazi per i sensi di colpa. E per quel che riguarda le competenze, nei vari livelli operativi tutti sanno quelli che sono i problemi e le mansioni da svolgere, il che significa, per esempio, che non ci sarebbero problemi o ripercussioni aziendali se per un giorno Jeff Bezos lasciasse temporaneamente il suo ruolo da CEO di Amazon per fare il magazziniere!